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Tag: Poesia

GIORNO DI LUNA PIENA

GIORNO DI LUNA PIENA

Oggi … Oggi, sono così, come queste vecchie canzoni. Oggi, la luna piena mi passa le sue vibes … Oggi, sono peace & love; sono American hearted, hippy-jazzy-souly-boho-rocking, and pro sole, natura e felicità! Sono freedom and art, music and air … Smiles per la mente verso heaven … Colori blues verso mille girasoli dorati … Profondità per ascese … Oggi, sono aria calda e leggera, amore global che piange e ride … A soul who wonders: what’s up, man?!

IN PIOGGIA

IN PIOGGIA

Mi piace questa pioggerellina che scende dritta, costante e sottile! … Sembra quasi morbida… Mi rinfresca e rinfranca la mente.

 

Una e Trina

Cinereo il cielo
che copre e calma.
Tutto tace e
guarda e
aspetta …
Gocce insicure prima e
poi, fili costanti …
Ecco che scende la pioggia.

Come mai con l’azzurro,
s’accendono i colori dal grigio.
Lo smeraldo sfidano
foglie ed erba,
intense e brillanti.
L’aria esiste,
ricca, fresca e leggera di
essenze e profumi …
Bosso e rose, fiori e cespugli,
persistenti, donano
la loro presenza.
Vivente il cielo, adesso:
volatili gorgheggiano,
acrobatici e battibeccanti
abitanti di nidi.

Dinamica acqua,
Virtuosismo naturale,
Quel che già bello era,
Svegli, ravvivi e
L’anima ne regali.

 

 

Nota: sound “pioggerella” di

http://www.freesound.org/people/sean.townsend/sounds/140294/

RISVEGLIO

RISVEGLIO

Lucevan le stelle quando
aprii gli occhi –dopo la lunga notte– e
le vidi intense e star
immote, attraverso il palcoscenico dell’indegna finestra.
Correva invece invisibile il vento
per il cielo nero-ancora-non-per-lungo;
forte, sonoro di persiane sbattenti impotenti.
Compresa, ascoltai le raffiche imbizzarrite
a far volare il mondo attraverso la pianura.
E quelle vivide gemme incastonate nell’alto
engaged my eyes,
stuck and locked
on her, on East, on me.
Venus di diamante, bianca e fredda, ma
la più grande, la più delineabile, la più desiderabile.
Aprii anche la finestra che mi spinse indietro,
da gelida aria assalita e
la ventanìa che continuava.
Saliva ora l’aurora con il suo barlume,
con quel nero che volgevasi in zaffiro puro, se non indaco.
Più l’aria correva, più nitida e franca
l’esistenza che m’incorporava.
Luccicanti costellazioni aeree nei miei occhi e
l’etereo, leggero, puro spazio la mia veste.
Mi risvegliai in questo mattino,
mentre un primo ignoto merlo, là sul ramo,
mi sta legando a quel suo canto e al giorno che nasce
per me, tanto che oggi m’espando, limitless
e consapevole: ego sum quae sum,
presenza essenziale
nell’armonico universale.

 

… Di un’alba di metà marzo.

DIREZIONE POESIA

DIREZIONE POESIA

Salve!

In questi giorni, ho pensato che forse a qualcuno poteva interessare quale fosse stato il mio percorso verso la poesia. Perciò, ecco come è tutto cominciato.
In effetti, in quest’epoca di velocità scattanti e sofisticata tecnologia, in cui le persone amano immergersi nella lettura di romanzi di tecnologia applicata alla sua esponenziale potenza, nella visione di film 3D, elaborati con computer super-evoluti, in cerca di sensazioni sconvolgenti e avvincenti, anche io mi sono domandata perché sia entrata in questo mondo “altro” che è la poesia… Dopotutto, anche io adoro perdermi in mondi e modi futuristici e immediati, creati dalla tecnologia… Anche io posseggo tablet, smartphone e quant’altro per facilitarmi la vita …

image

Anzi, mi sento di affermare che, a tratti, mi sembrerebbe proprio di dipendere da essi … I simboli della mia vita sono ivi contenuti e, in caso di guasti o smarrimenti, un hard disk come backup non mi fa, però, sentire tranquilla e sicura e, tantomeno, una nuvola cibernetica che ne abbia i contenuti sospesi chissà dove! Quindi, mi rendo conto che un punto solido, stabile è proprio una necessità.

In effetti, il mio animo è rimasto semplice, diretto ed immediato e, se da un lato, proprio per queste stesse intrinseche qualità, apprezzo tablets e smartphones, allo stesso tempo, ho percepito che era la poesia l’immediato canale possibile, sintonizzato sulle mie percezioni.
La poesia è breve, la poesia è musica, la poesia è evocativa, la poesia è il link fra l’io metafisico e la realtà. Oltretutto, la poesia è per me una valvola di sfogo; concentrarmi sulle parole, sulla loro natura, sulla loro accentuazione, sulla loro musicalità, è per me un momento denso, fisso, in cui mi isolo insieme ad un mio preciso pensiero e lotto per trovare un’immagine, una forma che sia definitiva, tangibile, visibile.
Stranamente, se mentre scrivo questo post, ho in mente un’infinita audience e mi sforzo di essere chiara e comprensibile per tutti, mentre scrivo i miei componimenti, sono invece rivolta solo a me stessa … Devo esserne io la prima a dire sì, questo è quello che volevo dire … Diventa un fatto compiuto, nell’attimo in cui la mia catarsi si realizza e proprio nel momento in cui le parole e le loro immagini hanno trovato la loro forma definitiva e diventano altro da me. Per questo, la poesia è per me una forma sincretica, organica, definitiva del mio ragionare metafisico. La poesia è una gestalt del mio io metafisico che si tuffa nel mondo reale, concreto. La poesia ha su di me, dicevo, un effetto catartico: alla fine dell’atto compositivo, mi sento leggera, soddisfatta e felice di esser riuscita a proiettare concretamente ciò che prima era indefinibile.
Ora … Non so se per altri poeti funzioni allo stesso modo, ma questo processo è la mia strada verso un componimento poetico. Il momento in cui compongo e cerco le parole giuste, dalla giusta sfumatura; gioco con la lunghezza dei versi, dei ritmi, dei suoni; creo immagini di visioni ultraterrene, questo è un momento unico. Il mio momento … Riesco ad essere così assorta che, normalmente, nel giro di un’oretta, ho più o meno composto nella sua forma definitiva il componimento che quell’attimo, quel contesto mi ispira.
In genere, non compongo chiusa in una stanza. Sono immersa in una rete sociale che è la vita di tutti i giorni e questa è, generalmente, la mia fonte di ispirazione. Pertanto, mi è già capitato di scrivere durante l’ora di piscina dei miei figli, o l’ora di pianoforte, durante la partita di pallavolo, in attesa dal dottore, etc. Perciò, mi è necessario avere sempre con me il tablet, su cui scrivere, anche solo una frase che mi evichi qualche impressione o, addirittura, un’intero componimento.
Per esempio, questa è la poesia che ho scritto mentre aspettavo in un corridoio la fine della lezione di pianoforte di mio figlio … Tra l’altro nel periodo pre-elezioni quest’anno …

 

Oggi, Stangata Evitata

Il vociare dall’interno di quella porta,

mi porta voci e frammenti d’argomenti,

gravi e ineluttabili.

L’ebete aspettativa di tutti,

rende tutto surreale.

Sono fuori, per non sentire;

impossibile, però, esonerarsi.

In ansia, il mio udito percorre distanze,

per aiuto che cerca lontano,

con necessità.

In un ragtime da comiche,

il pianoforte ci distrae.

Con il ritmo ossessivo, incalzante,

la batteria ci soggioga.

La realtà è che, insieme,

si prendono gioco,

sardonicamente,

di noi.

Tutti.

Questa banda

annienta la ragione.

Quel che cerco …

Lo so.

L’arpeggio gentile del violoncello

entra da una memoria …

Armonia, ritorna.

 

Il 2014, è stato per me il momento di venire allo scoperto e questo è successo. Dopo anni che non scrivevo più, per tanti motivi di cui parlerò un’altra volta, ho colto l’occasione facile e semplice (e qui entra ancora in ballo la tecnologia …) di inviare online, per un concorso, una mia poesia che ho composto in quel momento stesso, in meno di due ore. È stato d’istinto. Ho colto l’attimo e mi sono lanciata. Onestamente, non so neanche come si sia classificata, ma la conseguenza di quella decisione, è stata ancor più stimolante ed ha rappresentato il mio “coming out” davanti ad amici e parenti, i quali mi hanno complimentata che, meglio, non potevo sperare! ?
Interessante che ognuno di loro abbia eletto una delle mie poesie come la propria preferita e più ne scrivevo e più ne volevano leggere! Quindi, al di là di pubblicazioni e di guadagni materiali (not!), grazie alla poesia, sono riuscita a regalare qualcosa di unico ai miei amici che mi hanno ripagato con il loro spontaneo e genuino apprezzamento di quanto stavo facendo. Quindi, in questo caso, la mia poesia ha acquistato anche un ruolo sociale e pertanto, le riconosco una propria valenza sociale ed universale. In quanto tale, mi riconosco il merito di fare arte … Se non universale, almeno per i miei amici!?

Questa è la Capostipite di tutta la mia poesia perché, lei prima, mi ha aperto un canale comunicativo del tutto nuovo!

 

Attimi che Tornano

Snocciolo questi

Che sono attimi unici.

Subitanei, svelti,

S’infilano dove non devono.

Schegge nelle mani … e mi irrito.

Schizzano fuori nell’aria serale

E si scontrano

E cadono.

Li guardo…

 

Una finestra si apre

E una si chiude. Sbatte.

Però ancora, sfrecciano…

Storni che mi sorvolano

 

E io li guardo.

IN VIDEO SÌ, IN VIDEO NO?!

IN VIDEO SÌ, IN VIDEO NO?!

Ciao!

Oggi, stavo meditando a proposito di video, musica, immagini e poesia… C’è una cosa che non riesco ad apprezzare minimamente ed è la poesia in video. Le canzoni le ho sempre guardate con il loro video, fin dai lontani anni Ottanta e mi sono sempre piaciute. La poesia però che, dopotutto è la madre della canzone, non la vedo proprio adeguata ad essere “videizzata”! La canzone, in effetti, ‘narra’ una storia e il video aiuta a seguirla e capirla più organicamente; d’altra parte, la poesia anch’essa racconta, ma lo fa per immagini essa stessa. Se la poesia, sola, porta avanti sentimenti, emozioni, ragionamenti o intuizioni, allora credo che, trasformarla in un video, sia camuffarla con altro significato. Purtroppo, tra figure e musica di sottofondo, la natura stessa della poesia viene soffocata…

Quando leggo, la mia mente si apre all’immaginario; fantastica seguendo le raffigurazioni descritte dalle parole. Inoltre, il verso stesso è musica; i versi poetici, legati fra loro, regalano una musicalità delicata che, se in un video, viene totalmente annullata. Immaginiamoci, una sera d’estate, a guardare da soli la luna e le stelle cadenti, ascoltando in silenzio i grilli e le rane che animano la notte; immaginiamoci ora, che tutto questo lo guardiamo insieme ad altre persone che chiacchierano e parlano della serata, descrivendola in dettaglio: “che bella questa luna! Così grande e bianca! Guarda quella nuvola sta arrivando e fra un po’ non la vediamo più! Wow! Avete visto la stella cadente? Su, dai, esprimete un desiderio! Ma che rumore che fanno questi grilli, per fortuna la nostra radio trasmette della bella musica!” Etc etc … Insomma, non dico che questa seconda versione della serata d’estate sia negativa, anzi può essere che sia piacevolissima, però, mai sarà come viverla nella prima modalità! Una serata così viene sottratta all’immaginario individuale proprio perché viene, per così dire, digerita e ragionata dai commenti dei presenti. La serata in solitaria è nata con lo scopo di ascoltare la natura e aprirsi alle impressioni … Infine, sono due serate d’estate completamente diverse!
Quindi, in mia opinione, la canzone in video mi va bene, ma la poesia è altro! La poesia è già una forma organica così com’è! Non riesco ad accettarla in video … Mi distrae troppo e non riesco a seguire e capire i versi dietro un ritmo imposto. Le parole sono legate da suoni ed echi di significato, da momenti di silenzio da osservare e parole e pause seguono un ritmo che accresce il significato delle immagini, amplificando un ragionamento fino all’infinito … E la poesia va … Sola, nuda e sincera.
Ecco, dopo tutto questo elucubrare, vi regalo questa mia poesia in versione scritta. Prima leggetela così, e immaginate voi; poi, guardate il video fatto, peraltro, da professionisti e ditemi cosa ne pensate.

 

Nell’Attesa di un Minuto

Nell’attesa di un minuto …

dal comignolo, seguo un fumo

che sulla nuvola mi guida.

Abbandono grigiore per

concupir niveo e celeste.

Divagando per quel sentiero,

se ne sale il pensiero…

I miei occhi son leggeri uccelli,

ma le membra radicate

li trattengon ora, ostinate.

Sola e assente sono stata e con

l’eterno ho vissuto

… Nell’attesa di un minuto.

 

Ecco, adesso, il suo video YouTube.

Ora, guardate sempre su YouTube “Invicta”, la poesia del primo post.

… È tutto! Ciao!

LA PRIMA DI ULTIMA

LA PRIMA DI ULTIMA

Qui, ora, comincia tutto … È l’inizio. L’avventura blog l’ho presa molto seriamente. Una nuova esperienza, una nuova porta da aprire … Incertezza ed eccitazione sono compresenti! Come si apre una pagina di poesia se non con un componimento?
“Invicta” la considero la più adatta alla situazione. Mi rappresenta e questo è già abbastanza …

 

Invicta

Vivo la vita veloce

che il vento mi porta.

I tesori che vado raccogliendo,

raduno nel mio cestino,

vecchio di ricordi.

Solo avanti voglio andare,

ma indietro vorrei restare.

 

Leggera, un vortice cavalco

in un turbine che d’aria m’avvolge,

m’eleva e dispersa divento.

Scivolo in correnti vitali e imbocco

vie d’incerta durata.

Vita vado incontrando,

che il mio cestino

segue accumulando …

 

Solo avanti voglio andare,

ma indietro vorrei restare.

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